• Internet Cafè lounge bar e caffetteria – Santuario della Madonna dell'Arco Sant'Anastasia (Napoli): apertura di un sipario del teatro

Il caffè nel teatro napoletano

Il Monologo del caffè è probabilmente la scena più famosa della commedia “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo.
Siamo all’inizio del secondo atto ed in un raro momento di tranquillità, Pasquale Lojacono, il protagonista della commedia, siede fuori al balcone mentre prepara il suo caffè! Il suo interlocutore è il Prof. Santanna, il famoso dirimpettaio di casa Lojacono.

Nel monologo, il caffè viene considerato come l’esaltazione tutta napoletana di un rito quotidiano, quasi sacro, in grado di conferire un momento di felicità a qualsiasi uomo. Il grande Eduardo De Filippo, nella commedia, parlava così al suo dirimpettaio:

“Salute Professore! A noialtri napoletani toglieteci questo poco di sfogo fuori al balcone, eh già. Io ad esempio Prufessò, a tutto rinuncerei tranne che a questa tazzina di caffè presa tranquillamente fuori al balcone dopo quella mezzoretta di sonno che uno si è fatto dopo pranzo, e me la devo fare io stesso! Con le mie mani! Ehhhhh ne sono gelosissimo! Come? No no, mia moglie non collabora, sapete, è molto più giovane di me, ha perduto queste abitudini che secondo me, sotto un certo punto di vista sono la poesia della vita che oltre a farmi occupare il tempo danno pure una certa serenità di spirito. E poi chi mai potrebbe prepararmi una tazzina di caffè come me la preparo io, con lo stesso zelo, lo stesso amore! Capirete che dovendo servire me stesso seguo le vere esperienze e non trascuro niente, lo faccio con tutte le regole! Per esempio, vedete Prufessò, sul becco io ci metto questo coppetiello di carta. Eh, a voi ora non sembra niente questo coppetiello, ma pure c’ha la sua funzione! Eh già perché il fumo denso del primo caffè, che poi è quello più carico non si disperde! Anzi rimane dentro e profuma tutto l’ambiente, lo prepara per ricevere la sostanza, il caffè… come pure Prufessò, ricordatevelo, prima di versare l’acqua che secondo me deve bollire un paio di minuti per raggiungere quelle calorie, nella parte interna della capsula bucherellata… no no, dall’altra parte, dove si versa l’acqua! Eh, voi chiudete la capsula, poi la capovolgete e sul fondo bisogna cospargervi in precedenza mezzo cucchiaino di polvere appena macinata. Eh, è un piccolo segreto! Eh già perché l’acqua nel pieno del bollore già si aromatizza per conto suo nel momento della colata! E allora il caffè viene più profumato, viene meglio! E’ una grande soddisfazione ed evito pure di prendermi collera perché se per una dannata ipotesi il caffè riesce male per una manovra sbagliata si unisce o’ piezz’ e copp, o’ piezz e sott’, s’ammescano – diciamo – posa e cafè e siccome l’ho fatto con le mie mani non me la posso prendere con nessuno, mi convinco che è buono lo stesso, m’o’ bbevo ed è finita così! E anzi, come vi dicevo, siccome mia moglie non collabora, me lo tosto da me! Si si si! E quella poi è la cosa più difficile! Indovinare il punto giusto di cottura! Il colore Prufessò, il colore. A manto di monaco, color manto di monaco! A questo punto l’aroma del caffè inizia a espandersi… mmmmmm na’ meraviglia! Assaggiandolo… Eeeeeh, e questo nun è cafè, è cioccolatto!”

Internet Cafè lounge bar e caffetteria – Santuario della Madonna dell'Arco Sant'Anastasia (Napoli): Eduardo De Filippo

2018-05-20T18:00:39+00:00 Internet Cafè|

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti, per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi